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Nascita, evoluzione, fine di un disagio. Le testimonianze di chi ha vinto la sua sfida.Vai all'articolo >>
ciao ifos, sai io ho il tuo stesso problema, cioè le abbuffate involontari, la mia storia è lunga da raccontere e sinceramente non ho il tempo, te la racconto un'altra volta! io, come te, non riesco a trovare la forza di combattere colui che nella mia testa mi dice, dai mangia! sai come starai bene dopo......fino a qualche ora fa ho avuto una mini abbuffata...sicuramente sono migliorata rispetto agli ANNI precedenti...ma cmq le paranoie rimangono.....sappi comunque che non sei solo..molte persona mangiano in solitudine senza far vedere nulla a nessuno..e poi non avere meccanismi compensatori quindi ti ritrovi con una pancia che esplode e tu che non vuoi uscire e incontrare gli altri in questo stato........xò ci deve essere una via di uscita, x forza
Purtroppo il binge, come gli altri disagi alimentari, ha radici profonde . L'abbuffata è solo (permettetemi di usare un'espressione fin troppo abusata) la punta dell'iceberg.
Non starò qui a raccontare tutta la mia storia di mangiatrice compulsiva (è stata (anche) proprio la compulsione a portarmi ad un'obesità patologica), ma voglio spiegare un concetto .
Qualsiasi problema alimentare (ma penso questo possa venir applicato anche ad altre problematiche psicologiche) è come un cerchio. Ora se noi a questo cerchio aggiungiamo un trattino, come se da O diventasse Q , cosa abbiamo? Ma una via di fuga! E' quella la soluzione al nostro problema . Accade però che partendo da un punto di O , noi piano piano (magari anche con supporto psicologico mirato), andiamo a guarire e ci spostiamo in un altro punto di O . Continuando cosi arriviamo al punto di O più vicino al trattino, alla via di fuga . Purtroppo non sempre si riesce ad imboccarla quella strada, e si ripercorre la O nuovamente e nuovamente .
Questo però non deve scoraggiare: il problema è subdolo, ed in quanto tale la soluzione non arriva subito . Ci si ritrova a fare un po' di giri sulla O prima di uscire sullo scivolo di quella Q .
Più semplicemente, ci vuole tempo e costanza e la voglia di rialzarsi dopo ogni caduta . Ci vuole la convinzione di voler guarire, un motivo per seguire un'alimentazione corretta (attualmente io sto dimagrendo con 5 pasti al giorno), il piacere del riscoprire il gusto del cibo (voi sentivate sapori nelle abbuffate? Mischiavate dolce e salato senza accorgervene?), del sedersi a tavola e mangiare, condividere i sapori e gli odori con qualcun altro, ma anche piano piano da sole .
Come ha scritto akiram, le abbuffate possono ripresentarsi anche in forma "mini" . Questo non deve buttarvi giù...penso sia un passo obbligato . Ma è già una grande vincita... Come lo è non colpevolizzarsi troppo quando accade, ma rialzare la testa e ritornare sui binari di una dieta sana .
In bocca al lupo :)
Ciao ragazzi, io sono davvero convinto che il binge sia molto più frequente di quello che si pensa. Io conosco una ragazza che ha circa 14 anni figlia di alcuni amici di famiglia che secondo me ha un comportamento strano con il cibo. Lei riesce a mangiare in modo smodato ma davvero delle quantità di ogni cosa esagerate e mangia con una voracità unica. Io a volte la guardo perché mi sembra anche strano che continui a riempire il piatto, poi riprende un'altra porzione, nel frattempo ci mette anche un altro cibo e va avanti così fino a che non sta per scoppiare. Poi puntualmente dice che si sente scoppiare che ha mal di pancia. L'altra volta le ho detto "ma scusa prova a limitarti un po' se dopo devi stare male" e lei mi ha risposto "non mi interessa niente io voglio mangiare perché non posso resistere pure se dopo mi sento male". A me non sembra una cosa normale. Secondo voi non è sintomo di malessere questo? Io non so come aiutarla perché i genitori ci ridono e non si preoccupano invece io poi vedo che questa ragazza ha anche altri comportamenti strani, tutti esagerati e secondo me non c'è niente da ridere. Voi che vi rendete conto più dei suoi genitori potete darmi dei consigli?
Grazie a tutti!
Antonio
[...]Io a volte la guardo perché mi sembra anche strano che continui a riempire il piatto, poi riprende un'altra porzione, nel frattempo ci mette anche un altro cibo e va avanti così fino a che non sta per scoppiare. Poi puntualmente dice che si sente scoppiare che ha mal di pancia. L'altra volta le ho detto "ma scusa prova a limitarti un po' se dopo devi stare male" e lei mi ha risposto "non mi interessa niente io voglio mangiare perché non posso resistere pure se dopo mi sento male".
Non saprei Antonio, penso si tratti semplicemente di voler attirare attenzione, o forse, è lo specchio di un qualcosa che ancora non si è manifestato. Dico cosi perchè solitamente il malato di binge, fa tutto di nascosto . Mangia voracemente e velocemente anche per paura di venir scoperto . Per paura di aggiungere la propria vergogna a quella di altri . Personalmente, anzi, ho sempre mangiato pochissimo in pubblico (evitavo le feste o non mi avvicinavo proprio al banchetto delle cose offerte), ma mi rifacevo abbondantemente svuotando la dispensa ed il frigo oppure comprando al supermercato tutte quelle cose che sapevo mi avrebbero fatto male .
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